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Un DJ a Buggerru

9 set
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 18 set

Di Fabio Ravot


Essere nato nel 1962 vuol dire aver avuto 15/16 anni quando uscì il film "Saturday night Fever", potevi vivere anche nel più remoto paesino della Sardegna che sicuramente trovavi un locale in cui ballare le musiche dei Bee Gees, poteva essere un garage, il grezzo di una casa, una mansarda o un capannone, poco importava, quella famosa febbre del sabato sera aveva contagiato tutti!


A quel punto il dilemma era ballare o mettere dischi. A me piaceva fare entrambe le cose, ma poi mi ritrovavo quasi sempre a "morigare" qualche impianto.


Prima Radio e la musica di una generazione


Poi nell'estate del 1978 nel paese di Buggerru da un gruppo di ragazzi nati un po' prima del 1960 nacque l'emittente radiofonica Prima Radio 100.5 MHz in FM. Erano i tempi della grande musica dei cantautori, dei gruppi rock inglesi, del country rock americano, del reggae di bob Marley.


Erano un po' la colonna sonora di una generazione che aveva una gran voglia di cambiare il mondo. E poi c'eravamo noi, che ovviamente eravamo affascinati dai più grandi, ma forse per una mera questione ormonale, alla Avvelenata di Guccini proposta da uno strimpellatore la notte in spiaggia, preferivamo i watt di un radione che diffondeva le hit degli Chic o degli Earth Wind and Fire.


Fu così che all'interno di Prima Radio ci fu quasi uno spartiacque generazionale, da una parte gli "impegnati" e dall'altra “i figli del riflusso”, ma nonostante tutto è restata una esperienza straordinaria e formativa.


La mia prima vera serata da DJ a Buggerru


Credo che la mia prima vera serata da DJ in un locale sia stata ad un veglione di capodanno nel 1979 al Dopolavoro minerario di Buggerru. La scaletta imposta dal titolare del locale era molto rigida e consisteva in un liscio, uno svelto (shake) ed un lento, ma il momento più coinvolgente della serata era quello della "quadriglia" in cui il vocalist ante litteram era mio zio Gigetto.


Ricordo con molta simpatia signor Peppe, il titolare del locale, venire verso la consolle con un bigliettone da 10.000 lire tutto per me!


Piazza Stella


Credo che per le serate di Buggerru un punto di svolta fu una serata organizzata in piazza Santarelli nel 1988 da me e Alberto Serra con l'impianto del compianto Marcello Lixi. Alla fine della serata l'allora sindaco Gianni Algisi, ci chiede: “Quanto costa quel coso (l'impianto)?”.


In un meno di un mese, il comune di Buggerru si dotò di un buon impianto LEM e l'impresa Buccellato realizzò una rotonda in resina con al centro la Rosa dei Venti impeccabilmente orientata. Con buona pace del compianto sindaco Paolo Santarelli, quella piazza divenne per quasi tutti " Piazza Stella"!


Fabio DJ in Piazza Stella
Fabio DJ in Piazza Stella

Le serate in Piazza Stella funzionavano praticamente così: si iniziava alle 22.30 e almeno fino alle 23.30 si ballava il liscio e la pista era sempre piena. C'erano i ballerini della scuola di ballo e tanti minatori in pensione, tra cui il sindaco Algisi, mio padre, signor Esposito, non sempre in coppia con le mogli e tanti altri. Alle 23.30 partiva la dance fino all'una di notte, sforare l'orario comportava automaticamente una convocazione in caserma per un cazziatone con relativo ultimatum.


Dal porto alla prima discoteca di Buggerru


Nell'estate del 1991 per poter avere un po' più di tempo a disposizione (almeno le 2 di notte) ci trasferimmo al porto, nel posto in cui oggi c'è il chiosco di Atzei. Fu una svolta clamorosa, arrivava gente da ogni dove, un po' per guardare panfili e yacht ormeggiati, ma anche per ballare vicino al mare e, cosa da non sottovalutare, soprattutto "gratis".


Il Gallery


Credo che proprio il successo di quella estate convinse Franco Deidda, il titolare di un box di una macelleria al mercato civico, a investire nella realizzazione di una discoteca proprio a Buggerru.

Dopo i lavori durati fino all'inizio dell'estate del 1992, finalmente Buggerru ebbe la sua prima vera discoteca: " il GALLERY".


Il Gallery nella spiaggia
Il Gallery nella spiaggia

Il giorno dell'inaugurazione la direzione artistica decise di chiamare un’orchestra di liscio. I mugugni dei giovani non sfuggirono a Franco e mi chiese di continuare la serata con la musica dance, fu il vero battesimo del Gallery.


Nella discoteca oltre a me si alternavano i migliori DJ sardi tra cui Sandro Murru, Mauro Zedda, Andrea Porcina e quelli di Radio 105: Marco Galli, Stefano Secchi e Max Baffa.


L'estate del 1994 e l'arrivo di Corona


Ma la vera consacrazione della discoteca avvenne nell'estate del 1994. Il titolare mi incaricò di fare il direttore artistico. Facevo il DJ solamente nelle serate minori, allora gli proposi di fare una serata con una vera star della dance a costo di rimetterci qualche soldo, ma avremmo avuto un importante ritorno di immagine.


Gli dissi: “Franco provo a contattare Corona?”. Prima fece una faccia schifata e poi mi chiese: “Ma esti sadra? (Ma è sarda?)”. Tutta la sua attrezzatura della macelleria gli era stata fornita dalla ditta " Fratelli Corona" di Iglesias e quindi l’aveva associata a loro.


“Ma come sarda? Oh Franco è la numero uno in classifica, la sua canzone è anche la sigla del Festivalbar!!!!”.


“Inzandu banda beni, zerriadda!!!” (Allora va bene, chiamala!).


I giorni successivi mentre vendeva la carne, diceva ai clienti: “Oh lo sapete che Corona deve venire al GALLERY?”.


Gran parte delle persone gli rispondeva: “E non dire cazzate, quando mai Corona viene a Buggerru!”.


Corona al Gallery
Corona al Gallery

L'unica data disponibile fu lunedì 25 luglio, manco a dirlo, un vero azzardo, ma la prevendita andò subito forte e alla fine staccammo 1070 biglietti.


Di quella sera ricordo molto bene la gioia di Franco, un passato difficile, fatto anche di reclusione, ma in quel momento il suo sogno stava diventando realtà. La discoteca era piena zeppa. Ricordo il mio dito tremolante sul tasto del "DAT" prima di mandare la base di "the rithym of the night” e tutte le immagini che in quegli attimi mi passarono in mente: Prima Radio, le 10.000 lire di signor Peppe, piazza Stella, il porto e chissà che altro...


Sembrava un sogno e invece era tutto vero.


Pienone con Corona al Gallery di Buggerru
Pienone con Corona al Gallery di Buggerru



© 2026 Fabio Ravot

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