Tra le pagine del Ciclo dei Vinti di Giovanni Verga mi ritrovo a riflettere-Luglio 2026 -La Porta Aperta
- Viviamo Buggerru

- 1 giorno fa
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di Ilenia Puggioni
Tra le pagine del Ciclo dei Vinti di Giovanni Verga mi ritrovo a riflettere.
È sorprendente come storie scritte più di un secolo fa riescano ancora a insinuarsi nelle crepe del presente.
Cambiano le epoche.
Ma certe dinamiche ostinate sopravvivono al tempo.
Il sole rovente dell’estate picchia sulle teste e surriscalda gli ingranaggi. Neppure il maestrale riesce a riportarne la temperatura a livelli accettabili.
Anche le maestranze sembrano colpite da questo caldo implacabile e finiscono per compiere atti sciocchi nell’esercizio di ruoli pubblici.
Conviene prestare attenzione. D’estate il rischio di incendi è elevato. Le teste di paglia prendono fuoco con estrema facilità e spesso lasciano intorno soltanto terra bruciata.
Ma il caldo è una giustificazione fin troppo generosa.
In un Paese prostrato, dove il tornaconto personale viene spesso scambiato per intelligenza, la convenienza sembra una virtù.
Bastano un incarico.
Una poltrona comoda.
O una pompa d’acqua pubblica che annaffi il proprio giardino.
C’è sempre qualcuno disposto ad alimentare il fuoco, purché le fiamme non divampino nel proprio orticello.
Il resto è cenere.
“Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris”


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