Labour Transfer School: Scuola internazionale-Giugno 2026 -La Porta Aperta
- Viviamo Buggerru

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min
di Marilena Cavassa e Franco Baiardi
La Labour Transfer School, scuola internazionale giunta alla 5ª edizione, si radica in un territorio specifico e nella relazione con chi lo abita.
Prende forma nel 2021 ma è solo nel 2023 che nasce la collaborazione con la Cooperativa Feminas, per portare avanti diverse iniziative legate al mondo del lavoro e della cultura.
Si tratta di una Summer School residenziale di alto profilo che riunisce:
90 dottorandi e studenti universitari provenienti da diversi paesi del mondo;
20/25 docenti universitari di livello internazionale;
10 editori, uditori esterni, giornalisti, sociologi, ricercatori e osservatori.
Il tema della scuola riguarda:
“Strategie socioeconomiche”, diritti dei lavoratori ed economie in decrescita: approcci integrati per territori fragili.
L’iniziativa trasforma Buggerru in un polo di riflessione internazionale su temi cruciali del XXI° secolo, con forte ricaduta culturale e territoriale.
La scuola ha una durata di 8 giorni, si tiene ogni anno, generando impatti sia culturali che territoriali.
Il progetto approda a Buggerru, luogo multietnico, dove ancora oggi risuonano tra le vie del paese un misto di dialetti, di culture, di usanze che raccontano una storia di migrazioni, approdi e resistenza.
È il luogo del lavoro, del dolore, della resistenza Buggerru ed è per questo motivo che, in questo angolo di Sardegna, isola nell’isola, in questo luogo non luogo che nasce e si evolve questa bellissima iniziativa.
LabourTransfer è un'iniziativa internazionale indipendente, non ha scopo di lucro, partecipata da studiosi globali interessati a collaborazioni, sinergie e scambio di conoscenze tra accademia e organizzazioni sociali, con l'obiettivo di produrre conoscenze emancipatorie su questioni sociali.
LabourTransfer offre ai partecipanti la possibilità di scambiare i loro interessi di ricerca con accademici, attivisti del lavoro, artisti, giornalisti e sindacalisti provenienti da tutto il mondo. Labour Transfer non è una scuola estiva accademica tradizionale o un centro di formazione per sindacalisti, ma un luogo di co-apprendimento, strategie e networking per l'attivismo del lavoro e la giustizia sociale.
Il programma della scuola cambia ogni anno, riflettendo sulle competenze dei candidati e sulla priorità data a temi specifici.
Si parla e si discute di nuove economie , di economie circolari solidali , in un luogo dove l’economia industriale legata all’estrazione mineraria ha lasciato solo sfruttamento e rovine.
IL Feminas collabora da diversi anni con la Labour Transfer school, per portare avanti diverse iniziative legate al mondo del lavoro, della cultura .
L’iniziativa trasforma Buggerru in un polo di riflessione internazionale su temi cruciali del XXI° secolo, con forte ricaduta culturale e territoriale.
La scuola ha una durata di 8 giorni, si tiene ogni anno , generando impatti sia culturali che territoriali.
Trattare di economia in questo territorio è complesso , difficile.
È proprio da questo patrimonio condiviso, da questa storia che si riparte per elaborare soluzioni innovative capaci di dare risposte alla crisi sociale ed economica di una delle province, il Sulcis Iglesiente, più depresse e marginalizzate d’Europa.
L’economia non è una macchina che funziona da sola. È lo specchio delle scelte che facciamo ogni giorno.Per questo non basta parlare di crescita. Dobbiamo chiederci: crescita per chi? A beneficio di chi? Con quali effetti sulle persone, sul lavoro, sulle comunità?
Negli incontri ha rilanciato una sfida tanto semplice quanto radicale: costruire un’economia che non misuri il successo soltanto dai numeri, ma dalla capacità di generare dignità, inclusione e bene comune.
«È quando mercato, istituzioni e comunità collaborano che nasce il vero sviluppo.»
Un’economia che riconosce il valore del lavoro dignitoso, che sostiene le imprese responsabili, che investe nelle relazioni e nella partecipazione delle persone.
Perché la vera ricchezza di un territorio non è ciò che accumula, ma ciò che riesce a generare insieme.E allora la domanda diventa inevitabile: quale economia vogliamo lasciare alle prossime generazioni?.
Un’economia che concentra opportunità e risorse nelle mani di pochi, o un’economia capace di creare valore condiviso, fiducia e futuro?.
«La persona non è uno strumento dell’economia. È il suo fine.»
Qui il mare e il sale sono presenze costanti: le colline circostanti scavate e sventrate, raccontano il duro lavoro e le pratiche quotidiane hanno modellato il rapporto tra comunità, mare e territorio, intrecciando sapere, impegno e vita collettiva.In questo contesto, la comunità non è sfondo interlocutore, ma co-autrice di una ricerca-azione che intreccia memoria e futuro.
Ci sono esperienze che ti aspetti belle e poi si rivelano essere meravigliose.
La collaborazione con la Labour Transfer School è stata questo: un’esperienza bella che ha saputo legare persone provenienti da diverse nazioni, culture diverse, attività didattiche, interventi accademici di alto profilo, ma anche attività escursionistiche ed esperenziali con il filo dell’amicizia, della dinamicità.
Non solo bella, meravigliosa!
Meraviglia nel vedere l'interazione tra i partecipanti, gli abitanti, le attività commerciali, gli artisti, nel sentire l'energia positiva che arriva dalla genuinità dei rapporti umani che intercorrono, nel racconto di chi dedica tempo agli altri, alle altre.
Gli spettacoli musicali diventano il pretesto per espressioni di amicizia, attaccamento verso le radici e l'Umanità. Una celebrazione di tutto questo. Un bel incontro.
Sono tante le immagini.
Tanti i ricordi che restano impressi al di là delle immagini statiche di foto o riprese. In un mondo social dove tutto è esibito attraverso le immagini, io tengo per me le migliori e soprattutto, conservo le emozioni, gli affetti e gli attestati di amicizia.
Dentro di me, conservo la bellezza delle relazioni umane. In un mondo impazzito, ciò che può fare la vera differenza è proprio la conservazione del rispetto e del benessere. Ieri ce n'era tanto e ancora oggi, mi muovo in esso.
Grazie a ciascuno e ciascuna.IL LUOGOTrattare di economia in questo territorio complesso, difficile, L’economia non è una macchina che funziona da sola.
È lo specchio delle scelte che facciamo ogni giorno.”Per questo non basta parlare di crescita. Dobbiamo chiederci: crescita per chi? A beneficio di chi? Con quali effetti sulle persone, sul lavoro, sulle comunità?
Negli incontri ha rilanciato una sfida tanto semplice quanto radicale: costruire un’economia che non misuri il successo soltanto dai numeri, ma dalla capacità di generare dignità, inclusione e bene comune.
«È quando mercato, istituzioni e comunità collaborano che nasce il vero sviluppo.»un’economia che riconosce il valore del lavoro dignitoso, che sostiene le imprese responsabili, che investe nelle relazioni e nella partecipazione delle persone.
Perché la vera ricchezza di un territorio non è ciò che accumula, ma ciò che riesce a generare insieme.
E allora la domanda diventa inevitabile: quale economia vogliamo lasciare alle prossime generazioni?.
Un’economia che concentra opportunità e risorse nelle mani di pochi, o un’economia capace di creare valore condiviso, fiducia e futuro?«La persona non è uno strumento dell’economia. È il suo fine.»


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