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Editoriale-La Paura-Maggio 2026 -La Porta Aperta

La Paura


di Franco Baiardi


Che poi, crescendo, ci siamo resi conto che sotto al nostro letto non viveva nessun mostro verde. Eppure l’avevamo sentito muoversi, i suoi passi nell’armadio risuonavano sinistri… rumori agghiaccianti della casa suscitavano un terrore allo stato puro. Quella presenza, pronta per afferrarci una caviglia e trascinarci via dal nostro rifugio. Non erano serviti a nulla i sopralluoghi dei genitori, le rassicurazioni che non ci fosse nessuno.


L’unica soluzione era il cuscino sotto al quale infilavamo la testa a rischio di soffocamento e non esisteva stimolo che ci potesse far uscire da sotto le coperte, meglio trattenerla. I peggiori pensieri davano forma alla nostra paura irrazionale che cresceva di minuto in minuto. Notti faticose. Al mattino le parole dei genitori non erano di nessun conforto, lo sapevamo noi contro chi avevamo dovuto lottare.


Non aveva nessuna importanza che non avessimo mai visto nulla, il nostro cervello diceva che c’era, punto. Una paura alimentata ogni giorno, che cresceva sempre più. Il mantra che diceva che la paura era segno di debolezza. Ma chi lo diceva stava mentendo a sé stesso. La paura e, non è un mio pensiero, è un sentimento primario e come tale va rispettato.


Ci mette in uno stato di allerta e spesso ci impedisce di andare “oltre” al limite del pericolo. Poi crescendo ci sono stati raccontati dei concetti al riguardo che non hanno proprio risolto la questione. Siamo impauriti da quello che, a nostro giudizio, è diverso da noi, da quello che non conosciamo.


Guardiamo con sospetto tutto quello che esce dai soliti canoni  che ci siamo abituati a ritenere rassicuranti. Il colore della pelle diverso ci fa paura, culture differenti e idee diverse dalle nostre ci fanno paura. E allora mettiamo in atto quelle difese che ci danno sicurezza, allontaniamo per difesa preventiva tutto quello che non supera il nostro iniziale giudizio. Perché il nostro giudizio è infallibile.


Poi che si sia formato da quello che ci viene propinato come corretto non ha importanza. Cataloghiamo gli altri e li allontaniamo o li teniamo vicini in base a nostre valutazioni personali che spesso sono stimolate unicamente dal sentimento della paura. La paura che spesso è irrazionale, alimentata da convinzioni personali difficili da smantellare. Un po’ come l’invidia con cui spesso va a braccetto.  Può addirittura capitare di osteggiare chi sta realizzando quello che avremmo dovuto o potuto fare noi.


E ci giustifichiamo mettendo in giro la voce che dietro a quelle attività ci siano mire nascoste che solo noi abbiamo visto. E che difendiamo per non sembrare, poi, patetici. Quando ci è possibile, addirittura, ostentiamo un potere sterile pur di osteggiare chi ci spaventa. E chi ha idee diverse? E’ una figura pericolosissima! Il suo naturale carisma  ci può togliere un poco della luce che a noi piace tanto.


E ritorna  la paura che ci fa vedere quello che non c’è e che ci rovina il sonno riempiendolo di mostri presenti solo nel nostro cervello. O forse il nostro istinto ci sta dicendo che potrebbero scoprire quello che volevamo tenere nascosto. Meglio prevenire…anche rischiando di circondarsi solo di chi ci asseconda a prescindere. E cambiare un po’ il nostro punto di vista? Un dito davanti agli occhi nasconde il mondo.

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