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Buggerru: spinaci e lacrime. Vivere tra i minatori

1 giorno fa
Tempo di lettura: 1 min

Di Riccardo Massole


Incontro al babbo minatore: per rinascere, insieme


Sai, babbo, non è vero che non abbiamo avuto paura. Ogni giorno, mamma e io, abbiamo avuto paura che non tornassi a casa.


Ricordi quando, a fine turno, ti correvo incontro e ti saltavo addosso? Ecco, era come se nascessimo, insieme, in quel salto chiuso nell'abbraccio forte. Tuo.


Paura io. Paura lei. Non ce la siamo mai confessata: l'abbiamo tenuta in silenzio all'altro, ché solo così potevi andare al lavoro senza questo peso, troppo pesante, per chi, ogni giorno, doveva incavernarsi e fare del nostro cielo, profondamente azzurro, buia roccia. La ricordo piangere, preoccupata, a casa di Nina.


E io continuavo a sfogliare il fumetto di Braccio di Ferro, a trovare spinaci per affrontare le mie lacrime. La mia paura.


Questo è stato il nostro coraggio: silenziare all'altro la rispettiva paura. Così abbiamo potuto andarcene nella “notte/incontro all'alba”, con il popolo dei minatori. Con te.






Il piccolo Riccardo e signora Rosanna
Il piccolo Riccardo e sua madre Rosanna

 

© 2026 Riccardo Massole

I testi pubblicati in “Memoria narrata” restano di proprietà dei rispettivi autori. La pubblicazione sul sito di Viviamo Buggerru è effettuata con la loro autorizzazione.

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