In gita a Fonni- Febbraio 2026 - La Porta Aperta
- Viviamo Buggerru

- 21 ore fa
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In gita a Fonni per apprezzare le sue tradizioni barbaricine
Lo scorso 7 dicembre, un gruppo di circa quaranta persone si è dato appuntamento alle 7,30 in Piazza del Dopolavoro per una gita diretta a Fonni, nel cuore della Barbagia.
Mi sembrava l’immagine degna di un film: tra pastrani pesanti e sciarpe avvolte fino al naso, sembravamo la versione sarda di Totò e Peppino nel loro leggendario viaggio al Nord, a Milano!
L’iniziativa, organizzata da Viviamo Buggerru e La Piccola Parigi, ha visto la partecipazione non solo
dei soci ma di diversi cittadini desiderosi di vivere l’atmosfera della manifestazione ;Cortes
Apertas.
Dopo circa quattro lunghe ore di viaggio (!), siamo arrivati a destinazione. A causa della grande
affluenza e delle restrizioni al traffico, il pullman è rimasto in sosta fuori dal centro, obbligandoci a una bella passeggiata per raggiungere il cuore dell’evento. Fonni ci ha accolto con una vera marea di visitatori.
Diciamocelo: l'accoglienza barbaricina è noto sia proverbiale, ma la fame lo è altrettanto! Trovare un posto dove mangiare in quella grande confusione di visitatori è stata un'impresa ardua e, a essere onesti, il risultato non è stato propriamente indimenticabile.
Sarà stata la stanchezza o il calo di zuccheri, ma in quel momento la mia fiducia nella famosa gastronomia locale ha vacillato... si sa, quando la fame reclama, il giudizio perde lucidità! Un piccolo intoppo, che però non ha sminuito la curiosità di scoprire le bellezze del paese.
Il pomeriggio è stato dedicato alla scoperta del centro urbano, apparso molto curato e accogliente.
A colpirci particolarmente è stata l’usanza dei presepi di quartiere: scene realizzate dagli abitanti con grande cura, installazioni che trasmettevano l’amore e la dedizione degli abitanti per le proprie radici. Quello che mi ha colpito in particolare è stato che la partecipazione era di tutto il paese e coinvolgeva attivamente i fonnesi di ogni età.
Tra le vie, abbiamo ammirato suggestive mostre dedicate agli abiti tradizionali e agli antichi mestieri, testimonianza di un forte legame con il passato.
Il momento di maggior fascino, per me, è stato senz'altro la visita alla Basilica della Madonna dei Martiri.
Maestosa, con il suo stile barocco e rococò che domina la piazza. La giornata si è poi conclusa in bellezza con un coinvolgente concerto di cori sardi e una buona cena conviviale in albergo, momento sempre molto atteso nelle gite, opportuno anche per scambiare opinioni e rafforzare i rapporti tra noi compaesani.
La mattina seguente, approfittando della quiete prima del nuovo afflusso di turisti, abbiamo
osservato con sorpresa la vitalità commerciale di Fonni: gioiellerie, pelletterie e boutique
d’eccellenza che spiccano in un paese di 3.600 abitanti, e che non hanno nulla da invidiare alle grandi città. Ma, per dovere di cronaca, devo dire che tutti hanno apprezzato moltissimo anche i negozi e gli stand dei prodotti gastronomici locali: tra formaggi, prosciutti e ogni ben di Dio che quel territorio offre, e sì, abbiamo ceduto volentieri allo shopping alimentare!
Questa vivace ospitalità di Fonni ci ha portato a riflettere e discutere, nella strada del rientro, sulle potenzialità turistiche dei nostri territori, come Buggerru e Fluminimaggiore, suscitando un confronto costruttivo sulle diverse realtà della nostra Isola.
La Barbagia ci ha incantati, è vero! Ma, come si dice, al cuor non si comanda e Buggerru resta pur sempre il nostro porto sicuro. D’altronde, siamo fatti così: un po' orgogliosi e un pizzico convinti che il centro dell’universo passi esattamente per le nostre scogliere.
A questo proposito mi torna in mente il divertente aneddoto di quell’anziano nostro compaesano che, rientrato da un viaggio in vacanza a Venezia, a chi gli chiedeva se la città sulla laguna l'avesse colpito, rispose con certezza: “Bah! Tutta quell’acqua sporca! Già è più bella Buggerru!”.
E’ ovviamente un modo insensatamente limitato di vedere il mondo, ma è forse un po’ proprio questo amore viscerale che rende sempre speciale il nostro ritorno a casa.
Grazie per l’organizzazione e ' A s'atra borta'!

Tiziana Ravot


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