Editoriale - Marzo 2026 - La Porta Aperta
- Viviamo Buggerru

- 14 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
La Voglia di Mollare
Si è manifestata a poco a poco, con colori indefiniti ma affascinanti, ti ha incuriosito
mentre prendeva forma. Era talmente accattivante da parere irreale ma più passava
il tempo e più ti pareva logico intraprendere quell’avventura. Una cosa nuova,
talmente affascinante da sembrare impossibile. Da subito ti è sembrata una idea da
condividere, perchè avrebbe portato benefici. A poco a poco ti ha preso, giorno
dopo giorno l’hai cullata e l’hai fatta crescere rendendola fattibile. Hai avvertito la
scarica elettrica che accompagna ogni nuova avventura, l’ebbrezza di scoprire cose
nuove, vedere panorami che nessuno aveva mai visto e hai deciso che si poteva fare,
anzi si doveva fare. Trascinati dal tuo entusiasmo si sono aggiunti a te alcuni
compagni di viaggio. Anche loro non avevano capito molto, non sapevano dove vi
stavate recando ma erano stati coinvolti dalla tua passione, dall’ebbrezza di scoprire
qualcosa di nuovo. L’uomo, ogni uomo, è animato dallo spirito d’avventura, da
quella curiosità che lo ha spinto a incamminarsi per andare a vedere cosa ci fosse
oltre a quella collina, quel monte o quel mare. E questo spirito ci ha portati a
scoprire tante terre che nemmeno sapevamo esistere. Anche questa avventura è
cominciata così, senza alcuna prospettiva certa, ma ci siamo mossi fiduciosi che
avremmo trovato qualcosa di meglio. Nel passato alcuni di noi hanno anche
eliminato l’opzione del ritorno, bruciando le navi. Tutti coloro che si sono mossi
erano animati da uno spirito comune: migliorare.
A questo punto del discorso appare ovvia una cosa:” Continuando a fare quello che
hai sempre fatto, ben che ti vada, otterrai quello che hai sempre ottenuto.” Alle
prime difficoltà qualcuno si è fermato per ritornare sui suoi passi, senza avere
l’onestà di raccontare che era colpa sua, delle sue paure, del terrore di affrontare
qualcosa di sconosciuto. Ha preferito giustificarsi raccontando che la tua idea non
avrebbe funzionato, che non l’aveva ancora fatto nessuno e così facendo ha fornito
il pretesto agli indecisi per non provarci nemmeno. E’ tornato da dove era partito, lì
in attesa che qualcun altro facesse e si muovesse. Ma se sei onesto con te stesso
devi chiederti se veramente volevano cambiare la loro situazione, sei stato chiaro
con loro? Ti sei mai chiesto se stanno poi così male? Possono andare a caccia, a
pesca, a funghi, a cercare gli asparagi selvatici, possono contare su un po’di affitti
estivi, sui contributi, sulla pensione dei genitori, possono lamentarsi in
continuazione ma possono anche fare una vita che quelli del nord manco si sognano
di fare e pagano per poterla fare per una settimana. E tu hai parlato di
cambiamento, ma cambiare cosa? E allora cominciano anche per te i dubbi. Avrò
fatto la scelta giusta? Avrò cominciato un’avventura che valeva la pena iniziare? E
cominci a sentire i canti ammalianti delle sirene. “Ma chi te l’ha fatto fare? Se fosse
stato facile, altri lo avrebbero già fatto! “ Ma sei certo che gli altri poi vogliano
cambiare veramente? E piano piano senti la voglia di mollare, di girare i tacchi e
tornare da dove eri partito. Vedi quelli che si sono fermati che ti stanno aspettando,
vedi coloro che non erano nemmeno partiti che ti sorridono melliflui come a dire” Io
lo sapevo, diversamente sarei partito anche io.” E’ grande la folla di chi “lo sapeva”,
di chi non decide mai ma aspetta. Sono pronti ad accettare le tue scuse, le
giustificazioni che ti stanno crescendo in testa per aver mollato e sono pronti ad
accoglierti nel grande club di chi ha fallito, di chi non ha avuto nemmeno la curiosità
di provarci. Gli esperti del rammarico possono continuare a lamentarsi. Sta in noi, in
ognuno di noi mettere in dubbio l’impossibilità di cambiare. Cominciando dalle
piccole cose per cambiare le grandi, un passo alla volta senza girarsi mai indietro.
Offrire ai propri figli un domani che li veda padroni del loro futuro potrebbe essere
una motivazione sufficiente per muoversi? Bisogna volerlo fare, quel primo difficile passo.
Franco Baiardi


La visione è la forza di un progetto che nasce dal basso. La comunità e la base per la crescita, la comunità è fatta di persone, che devono trasformare l’io in noi, tramite tutte le difficoltà che comporta, il percorso non deve mai perdere la visione e quella che ti permette di vedere oltre l’ostacolo , che ti guida anche al buio, dipende solo da tutti noi, la porta è aperta…
Lo sconforto può anche presentarsi, ma l'ottimismo della volontà deve prevalere. Bisogna infatti crederci convintamente, confidando che quanto si semina prima o poi spunterà rigoglioso. Ciao Renzo