top of page

Il Teatro della Rianimazione torna a Buggerru: una nuova residenza con Paolo Rossi e Caterina Gabanella

6 ore fa
Tempo di lettura: 4 min
Teatro della Rianimazione: residenza teatrale con Paolo Rossi e Caterina Gabanella
Teatro della Rianimazione: residenza teatrale con Paolo Rossi e Caterina Gabanella


Ci sono esperienze che non finiscono quando si chiude una porta o termina una prova. Restano nelle persone, nelle relazioni che si sono create, nelle idee che continuano a muoversi anche dopo.


La prima esperienza del Teatro della Rianimazione a Buggerru ha lasciato proprio questa sensazione. Lo scorso anno circa trenta partecipanti, arrivati dalla Sardegna, dalla Sicilia e dalla Calabria, hanno condiviso giornate di lavoro, prove, improvvisazioni e confronto.


Per qualche giorno Buggerru non è stata soltanto il luogo che ospitava un laboratorio, ma uno spazio in cui persone diverse si sono incontrate attraverso il teatro.


Da quella esperienza nasce il nuovo percorso con Paolo Rossi e Caterina Gabanella, che torna a Buggerru con una formula articolata in due periodi di lavoro, dal 24 al 28 ottobre e dal 19 al 25 novembre 2026.


Non due iniziative separate, ma un’unica residenza dedicata alla ricerca scenica, all’improvvisazione, alla scrittura e alla creazione di materiali performativi, fino alla restituzione pubblica del lavoro.


Il teatro parte dalle persone


La parola “rianimazione”, accanto alla parola teatro, racconta bene il senso di questo lavoro.

Rianimare significa rimettere in movimento ciò che sulla scena rischia di diventare abitudine: la presenza dell’attore, l’ascolto, il rapporto con la realtà e con chi guarda.


Non si parte necessariamente da una forma già pronta. Si parte dalle persone, dalle loro storie, dalle contraddizioni, dall’imprevisto e da ciò che può succedere quando qualcuno si mette davvero in ascolto dell’altro.


Nel lavoro di Paolo Rossi, prima del personaggio viene la persona. Il mestiere serve poi a trasformare quella materia viva in voce, ritmo, ironia e, quando arriva, poesia comica.

Anche l’improvvisazione assume quindi un significato diverso.


Non è “inventare qualcosa a caso”, ma essere presenti, scegliere, reagire, accettare che una scena possa cambiare direzione e avere il coraggio di raccogliere anche l’errore quando apre una possibilità nuova. Caterina Gabanella partecipa a questo processo non soltanto come interprete, ma anche nella scrittura del personaggio e nella costruzione della scena.


Il Teatro della Rianimazione a Buggerru: una residenza da vivere insieme


Questa nuova edizione non è pensata come una replica della precedente, ma come una prosecuzione.


Le due residenze si svolgeranno in presenza a Buggerru, e proprio questa dimensione condivisa è una parte fondamentale del progetto.


Una residenza teatrale non è soltanto il tempo trascorso durante una prova.


È anche quello che succede prima e dopo: le conversazioni, gli incontri, le idee che cambiano, una scena che improvvisamente prende forma o che costringe tutti a ricominciare da capo.


La prima edizione aveva mostrato quanto questa dimensione potesse essere importante. Partecipanti con esperienze e provenienze diverse si erano ritrovati nello stesso luogo, condividendo non soltanto il lavoro scenico ma anche il tempo e il percorso.


Buggerru, quindi, non sarà soltanto lo sfondo. Diventerà parte dell’esperienza stessa: il luogo in cui si lavora, si vive per alcuni giorni, ci si incontra e si costruisce qualcosa insieme.


Non bisogna essere già attori per partecipare


Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova residenza è la sua apertura.


Il percorso è rivolto a chi è già coinvolto nel Teatro della Rianimazione e a chi ha partecipato alle esperienze precedenti, ma anche a chi vuole avvicinarsi per la prima volta alla ricerca teatrale.


Possono quindi candidarsi attori, aspiranti attori, professionisti, ma anche persone che desiderano sperimentare per la prima volta il lavoro sulla scena.


Non è necessario che tutti partano dallo stesso livello: ciò che conta è la disponibilità a mettersi in gioco, la curiosità e la presenza.


Forse è proprio nell’incontro tra persone con percorsi diversi che può accadere qualcosa di interessante.


Chi ha già esperienza può mettere in discussione automatismi e abitudini. Chi arriva per la prima volta può scoprire un linguaggio nuovo, senza dover fingere di sapere già tutto.


Partecipare significa entrare nel progetto


I posti disponibili sono limitati e l’accesso avviene su candidatura.


La nuova residenza del Teatro della Rianimazione si svolgerà in presenza a Buggerru, in due periodi: dal 24 al 28 ottobre 2026 e dal 19 al 25 novembre 2026.


Per prendere parte alla residenza è richiesta l’iscrizione a ViviAmo Buggerru ODV–ETS. La quota annuale minima è di 10 euro per i soci sostenitori e di 50 euro per i soci ordinari.


Chi lo desidera può inoltre effettuare un’erogazione liberale facoltativa a sostegno delle iniziative culturali dell’associazione.


Per le persone fisiche, quando il versamento è effettuato con modalità tracciabile, la donazione può dare diritto, alternativamente, alla detrazione IRPEF del 35% oppure alla deduzione dal reddito nei limiti previsti dalla legge.


Sono previste anche soluzioni convenzionate per chi arriva da fuori: camera doppia con colazione a 40 euro a persona per notte, pranzo a 25 euro e cena a 25 euro. I servizi sono facoltativi e possono essere prenotati anche separatamente.


Per procedere con l’iscrizione sarà possibile utilizzare il tasto dedicato all’iscrizione presente nella pagina.


Per candidarsi alla residenza è richiesto l’invio di un breve video di presentazione all’indirizzo info@viviamobuggerru.com.


Quando il teatro incontra il pubblico


Nel Teatro della Rianimazione il pubblico non entra soltanto alla fine.


La sua presenza modifica ciò che accade sulla scena. L’energia cambia, il rapporto diventa reale e quello che è stato costruito durante il lavoro viene finalmente messo in contatto con altre persone.


Per questo la restituzione pubblica prevista al termine della residenza non sarà semplicemente una conclusione, ma un nuovo passaggio del percorso: il momento in cui ciò che è nato durante le giornate di lavoro incontra Buggerru e il suo pubblico.


Ed è forse proprio qui che il significato della parola “rianimazione” diventa più chiaro.

Il teatro non è qualcosa che arriva già pronto.


Succede.


Nasce dall’ascolto, dall’errore, dall’incontro, dalla presenza e dalla disponibilità a lasciarsi sorprendere.


Per chi ha partecipato alla prima esperienza sarà un ritorno. Per chi arriverà per la prima volta potrebbe essere l’inizio di un percorso.


E se senti che questa esperienza potrebbe riguardarti, forse la cosa migliore non è aspettare di sapere già esattamente cosa troverai.


Candidati. Vieni a Buggerru. E scopri cosa può accadere quando il teatro torna a essere vivo.






Commenti


bottom of page